ECCO IL MIO BLOG…..perché condividere è la parola degli ultimi anni, perché abbiamo bisogno di condividere.

Qui verrà raccolto il materiale didattico dei nostri corsi di Statistica Medica, in più periodicamente verranno pubblicati articoli con notizie, recensioni ed altro dal mondo della scienza e della ricerca.

BioBlog

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Statistica Medica: metodi non parametrici

Aspetti inferenziali di un’indagine Biostatistica: tecniche non parametriche

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Test non parametrici per campioni indipendenti

  • Test esatto di Fisher
  • Test di Mann-Whitney
  • Test di Kruskal-Wallis
  • Confronti Multipli

Test non parametrici per campioni non indipendenti

  • Test di McNemar
  • Test di Stuart-Maxwell
  • Test di Wilcoxon
  • Test di Friedman
  • Test Q di Cochran

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Speciale LEA – Vaccini: cosa cambia e che cosa manca

OggiScienza

“Gli obiettivi sono decisamente ambiziosi, specie se confrontiamo questi desiderata con le attuali coperture per alcuni di questi vaccini. Non è ben chiaro come si intenderà procedere a livello nazionale sul fronte della comunicazione istituzionale, per sensibilizzare sull’importanza di vaccinarsi anche per queste nuove malattie.” Crediti immagine: Pixabay

SPECIALE LEA – Un aspetto cruciale dei nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) riguarda sicuramente l’ambito dei vaccini, attraverso l’introduzione di nuove vaccinazioni gratuite e senza ticket per il bambino e per l’adulto/anziano: vaccino per il Meningococco B e per il Rotavirus per i bambini con meno di un anno di vita, il vaccino per la varicella, quello per l’HPV nei maschi undicenni e il Meningococco tetravalente, cioè per i ceppi ACWY sempre negli adolescenti, e infine Pneumococco e Zoster negli anziani. Vaccini già disponibili in Italia, e in molti casi ampiamente consigliati, ma che finora hanno ottenuto coperture medio-basse. Bisogna…

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Farmaci per il diabete mellito

L’interesse della medicina e della ricerca scientifica verso il diabete mellito ha portato a notevoli progressi nella sua cura ed allungamento dell’aspettativa di vita dei soggetti da essa colpiti, nonostante ciò, il diabete mellito rimane una delle patologie più invalidanti (Malla et al., 2014). Per quanto riguarda il diabete mellito di tipo 1 la terapia principale è quella insulinica. Infatti  attualmente sono disponibili diversi farmaci ipoglicemizzanti e di questi la quasi totalità agisce con un meccanismo che stimola la produzione di insulina o ne migliora la sensibilità a livello di tessuti periferici.

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Prevenzione primaria del diabete tipo 2

Una delle più importanti azioni di prevenzione primaria per ridurre il rischio di insorgenza di diabete mellito tipo 2 è quella di evitare il sovrappeso e svolgere un’attività fisica regolare (20-30 minuti al giorno o 150 minuti alla settimana) nei soggetti con ridotta tolleranza al glucosio. Sebbene non formalmente dimostrato è probabile che questa raccomandazione sia valida anche per altre forme di disglicemia[1]. I soggetti con ridotta tolleranza ai carboidrati devono ricevere un counseling sul calo ponderale, così come indicazioni per aumentare l’attività fisica. I soggetti con ridotta tolleranza ai carboidrati devono essere incoraggiati a modificare le abitudini alimentari secondo queste indicazioni:

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Il diabete di tipo 2, sintomi e complicanze

La sintomatologia di insorgenza della malattia dipende dal tipo di diabete.

I sintomi che compaiono all’esordio del diabete sono:

  • Poliuria: eliminazione di notevoli quantità di urine
  • Polidipsia: sete intensa dovuta alla perdita di molti liquidi con le urine, a causa dell’effettoosmotico esercitato dal glucosio che non riesce ad essere riassorbito dal rene essendo i suoi trasportatori già tutti saturati.
  • Glicosuria: presenza di glucosio nelle urine.
  • Polifagia: dovuto al fatto che le cellule non possono utilizzare il glucosio, anche se questo è aumentato in circolo.
  • Astenia: uno dei sintomi principali del diabete mellito. Il costante senso di stanchezza è dovuto alla carente utilizzazione del glucosio. La concentrazione del glucosio nel sangue aumenta al di sopra dei livelli normali; inoltre, questo zucchero viene filtrato dai reni ed eliminato dall’organismo. Il corpo perde in questo modo la sua principale fonte di energia, pur essendoci paradossalmente un eccesso di glucosio nel sangue.
  • Perdita di peso: l’organismo del diabetico, per soddisfare la necessità di energia, non potendo utilizzare il glucosio deve ricorrere ai grassi ed alle proteine corporei (Osipenko, 2008).

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Inibitori SGLT2: Canagliflozin

Canagliflozin[1] è un inibitore del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2) per il trattamento del diabete mellito tipo, agisce riducendo a livello renale inducendo  l’escrezione di glucosio con conseguente riduzione dei livelli plasmatici di glucosio[2]. L’eliminazione di glucosio attraverso le urine determina la perdita di calorie che si associa alla riduzione del peso corporeo e a un effetto diuretico osmotico che si accompagna a una modesta riduzione della pressione sanguigna[3]. Studi clinici di fase II[4] hanno evidenziato un effetto di canagliflozin alle dosi superiori a 200 mg nel ridurre la glicemia postprandiale. Questo effetto può essere correlato ad un’azione locale transitoria sugli SGLT1 a livello del lume intestinale precedente all’assorbimento sistemico di Canagliflozin[5].

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Inibitori SGLT2: Dapagliflozin

Dapagliflozin[1] è un inibitore molto potente, selettivo e reversibile del co-trasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2). L’SGLT2 è espresso selettivamente nel rene senza nessuna espressione rilevata in più di 70 altri tessuti inclusi fegato, muscolo scheletrico, tessuto adiposo, mammella, vescica e cervello. Nonostante la presenza di iperglicemia nel diabete tipo 2, il riassorbimento del glucosio filtrato continua. Dapagliflozin, come gli altri inibitori SGLT2, modera la glicemia a digiuno e quella postprandiale riducendo il riassorbimento di glucosio renale che porta all’escrezione urinaria di glucosio. L’effetto glicosurico è osservata dopo la prima dose, è continua per un intervallo di somministrazione di 24 ore ed è mantenuta per la durata del trattamento. La quantità di glucosio rimossa dal rene attraverso questo meccanismo dipende dalla concentrazione ematica di glucosi. Dapagliflozin non influenza la naturale produzione di glucosio in risposta all’ipoglicemia. In studi clinici con Forxiga, è stato osservato un miglioramento nel modello di valutazione dell’omeostasi della funzionalità delle cellule beta (HOMA beta-cell).

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