Inibitori SGLT2: Dapagliflozin

Dapagliflozin[1] è un inibitore molto potente, selettivo e reversibile del co-trasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2). L’SGLT2 è espresso selettivamente nel rene senza nessuna espressione rilevata in più di 70 altri tessuti inclusi fegato, muscolo scheletrico, tessuto adiposo, mammella, vescica e cervello. Nonostante la presenza di iperglicemia nel diabete tipo 2, il riassorbimento del glucosio filtrato continua. Dapagliflozin, come gli altri inibitori SGLT2, modera la glicemia a digiuno e quella postprandiale riducendo il riassorbimento di glucosio renale che porta all’escrezione urinaria di glucosio. L’effetto glicosurico è osservata dopo la prima dose, è continua per un intervallo di somministrazione di 24 ore ed è mantenuta per la durata del trattamento. La quantità di glucosio rimossa dal rene attraverso questo meccanismo dipende dalla concentrazione ematica di glucosi. Dapagliflozin non influenza la naturale produzione di glucosio in risposta all’ipoglicemia. In studi clinici con Forxiga, è stato osservato un miglioramento nel modello di valutazione dell’omeostasi della funzionalità delle cellule beta (HOMA beta-cell).

La glicosuria indotta da Dapagliflozin è associata alla riduzione calorica e al calo ponderale. L’inibizione del co-trasporto di glucosio e sodio indotta da dapagliflozin è associata anche a moderata diuresi e natriuresi transitoria. Dapagliflozin non inibisce altri trasportatori del glucosio importanti per il trasporto del glucosio nei tessuti periferici ed è molte volte più selettivo per SGLT2 rispetto a SGLT1. Il meccanismo di azione del farmaco agisce indipendentemente dalla secrezione di insulina e dall’azione dell’insulina, quindi anche il Dapagliflozin è caratterizzato da un basso rischio di ipoglicemia, la cui incidenza varia in funzione della terapia ipoglicemizzante alla quale viene associato[2].

Un aspetto peculiare del farmaco è che l’efficacia dipende dalla funzione renale, ed è ridotta in pazienti che hanno un danno renale moderato, e praticamente assente in pazienti con un danno renale grave

Effetti Collaterali: Negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing, in pazienti trattati con inibitori di SGLT2, incluso Dapagliflozin, sono stati riportati rari casi di chetoacidosi diabetica, inclusi casi potenzialmente letali. In un certo numero di casi, la presentazione della condizione era atipica con soltanto un moderato aumento dei valori di glucosio ematico.Anche per il dapagliflozin  non è noto se la chetoacidosi diabetica si verifichi con maggiore probabilità con dosi più alte di farmaco.

È stata segnalata una più frequente insorgenza di infezioni delle vie urinarie per Dapagliflozin 10 mg rispetto al placebo in un’analisi combinata fino a 24 settimane (vedere paragrafo 4.8). La pielonefrite è stata non comune e si è verificata con una frequenza simile al controllo. L’escrezione urinaria di glucosio può essere associata ad un aumentato rischio di infezione delle vie urinarie; pertanto, si deve considerare la temporanea interruzione di Dapagliflozin durante il trattamento della pielonefrite o della sepsi urinaria. Tali eventi sono evidentemente legati al meccanismo di azione del farmaco.

[1]  http://www.ema.europa.eu

[2] Vasilakou D, Karagiannis T, Athanasiadou E, et al. Sodium-glucose cotransporter 2 inhibitors for type 2 diabetes: a systematic review and meta-analysis. Ann Intern Med 2013;159:262-74.

© Vincenzo Napoleone

 

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