Inibitori SGLT2: Canagliflozin

Canagliflozin[1] è un inibitore del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2) per il trattamento del diabete mellito tipo, agisce riducendo a livello renale inducendo  l’escrezione di glucosio con conseguente riduzione dei livelli plasmatici di glucosio[2]. L’eliminazione di glucosio attraverso le urine determina la perdita di calorie che si associa alla riduzione del peso corporeo e a un effetto diuretico osmotico che si accompagna a una modesta riduzione della pressione sanguigna[3]. Studi clinici di fase II[4] hanno evidenziato un effetto di canagliflozin alle dosi superiori a 200 mg nel ridurre la glicemia postprandiale. Questo effetto può essere correlato ad un’azione locale transitoria sugli SGLT1 a livello del lume intestinale precedente all’assorbimento sistemico di Canagliflozin[5].

A differenza del Dapagliflozin L’efficacia di Canagliflozin non dipende dalla funzione renale, quindi non è alterata in modo clinicamente significativo in confronto ai soggetti con normale funzionalità renale.

Il Canagliflozin è caratterizzato da un basso rischio di ipoglicemia, la cui incidenza varia in funzione della terapia ipoglicemizzante alla quale viene associato[6].

Effetti collaterali: Come per il Dapagliflozin e l’Empagliflozin è associata a casi di micosi genitali nella donna,  infezioni del tratto urinario e la poliuria. La durata media dei sintomi dopo l’inizio della terapia con canagliflozin è risultata essere pari a 7 giorni.


[1]  http://www.ema.europa.eu

[2] Rosenstock, Julio, et al. “Dose-ranging effects of canagliflozin, a sodium-glucose cotransporter 2 inhibitor, as add-on to metformin in subjects with type 2 diabetes.” Diabetes care 35.6 (2012): 1232-1238.

[3] Plosker GL. Canagliflozin: a review of its use in patients with type 2 diabetes mellitus. Drugs 2014;74:807-24.

[4] La sperimentazione clinica consta in 3 fasi. Negli studi di fase I si valuta il rapporto tra dose tossica e dose terapeutica sull’uomo (in generale lo studio è condotto su individui volontari sani). Gli studi di fase II: si stabiliscono l’efficacia su un piccolo numero di pazienti, cioè la sua capacità di produrre sull’organismo umano gli effetti curativi desiderati. Inoltre questa fase serve anche a determinare la dose di migliore di farmaco da utilizzare nelle fasi successive della sperimentazione (in generale la sostanza è somministrata a soggetti volontari affetti dalla patologia per cui il farmaco è stato pensato) quando è eticamente possibile, questi tipi di studi sono effettuati in cieco o in doppio cieco. Gli studi di fase III detti anche terapeutico-confermatorio pongono l’attenzione su l’effetto del farmaco sui sintomi, sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza, non più su piccoli campioni ma su centinaia o migliaia di pazienti, l’efficacia del farmaco tenendo conto del’effetto placebo e confrontandoli con altri farmaci già in uso, o con nessun trattamento.

[5] Neumiller JJ, White JR, Campbell RK. Sodium-glucose cotransport inhibitors: progress and therapeutic potential in type 2 diabetes mellitus. Drugs 2010;70:377-85

[6] Vasilakou D, Karagiannis T, Athanasiadou E, et al. Sodium-glucose cotransporter 2 inhibitors for type 2 diabetes: a systematic review and meta-analysis. Ann Intern Med 2013;159:262-74.

© Vincenzo Napoleone

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